Copenhagen 2018

Si è conclusa con successo di pubblico e operatori la prima tappa di Organic Value a Copenhagen


Se cercavamo una conferma dell’amore dei danesi per i vini italiani, l’abbiamo avuta, forte e chiara. La Danimarca più “green” ha accolto con entusiasmo i vini biologici italiani. 200 operatori del settore e più di 200 winelover si sono dati il cambio venerdì 9 novembre presso la Scuola di Cucina Hotel-og Restaurantskolen di Copenhagen per degustare i vini di 27 produttori italiani che hanno aderito al progetto Organic Value. Copenhagen ha ospitato infatti la prima tappa del tour nel nord Europa organizzato da Organic Value, progetto nato da Elisa Spada, Debora Bonora e Wine Meridian per favorire la conoscenza, la promozione e la commercializzazione dei vini biologici certificati italiani.

Il grande successo dell’iniziativa, che ha visto una prima parte dedicata esclusivamente agli operatori del trade e una seconda sessione pomeridiana aperta ai winelover, è dipeso sicuramente dalla formula che si è dimostrata vincente: “abbiamo pensato ad un evento interamente dedicato al biologico. Così abbiamo targhettizzato gli importatori ed i distributori e non si è creata la solita confusione che si crea agli eventi quando chi cerca non sa dove cercare” spiega Debora Bonora, esperta di mercati e organizzatrice dell’evento.

I partecipanti danesi hanno confermato l’alto livello dei vini presenti e ricambiato con entusiasmo la presenza dei produttori italiani. Entusiasmo che conferma il trend di un mercato maturo, dove l’Italia è innanzitutto Paese leader di mercato, coprendo oltre il 22% della quota complessiva, e dove il biologico ha movimentato nel 2017 35 milioni.

“La Danimarca è un mercato interessante in primo luogo perché il consumo pro capite è molto elevato, arrivando a toccare i 35 litri, e in secondo luogo perché è il settimo mercato per il vino italiano” ha spiegato Luca Cavinato, project manager della Camera di commercio italiana in Danimarca. “Il bio non è solo tendenza, ma è un obiettivo commerciale concreto: basti pensare che la Coop Danimarca si è posta come risultato per il 2020 di fare almeno un 10% di vendita di vino biologico”.

Abbiamo capito durante questa esperienza a Copenhagen che il consumatore danese ha le idee molto chiare su cosa vuole bere ed è curioso e attento alle novità. Ma perché il danese sceglie il biologico? “Non sento in bocca la differenza tra i vini biologici e non, ma so che fanno bene all’ambiente e questo mi fa scegliere questa tipologia” ci ha raccontato ai nostri microfoni un consumatore presente all’evento. Confermata dalla maggioranza dei presenti infatti la consapevolezza di bere un vino che sia salutare e sostenibile, che faccia bene alla propria salute e al pianeta. “Il biologico in generale, anche per i prodotti alimentari, è un trend che esiste in Danimarca da moltissimi anni” ha spiegato Fabio Simoncini, importatore italiano e titolare di Cibi e Vini. “Quando ho iniziato io trent’anni fa sono stato tra i primissimi ad importare biologico, ma qui già si sentiva la differenza”.

Si fa avanti all’orizzonte una tendenza ancora più estrema: “Siamo oltre l’organico ormai – spiega Leonardo Camboni della società di import ed export Il Buco, proprietaria di tre ristoranti a Copenhagen – Ormai i vini sono ricercati in quanto naturali. Esistono tre tipologie di consumatori: chi soffre ancora il fascino dell’etichetta e dei brand più conosciuti; chi vuole solo vino økologisk, per un motivo etico; infine l’hipster che cerca i vini con i difetti, più naturali e raw possibili”. “C’è anche un aspetto importante da non sottovalutare: qui il benessere economico fa la differenza. I consumatori danesi hanno potere di spesa e sono disposti a spendere di più per dei prodotti biologici”.

Sono emersi durante la giornata dei consigli per i produttori italiani da parte degli operatori del trade presenti. “Attenzione alla certificazione. Nella maggior parte dei casi avere la certificazione biologica in etichetta fa un’enorme differenza nell’appeal che il vino ha sul consumatore” hanno spiegato degli operatori presenti. “Non sottovalutate l’enoturismo, che è per danesi un fattore trainante per l’acquisto del vino in generale. I danesi amano viaggiare e quando vengono in Italia – soprattutto preferiscono il Veneto, la Toscana e il Piemonte – si fermano nelle aziende e acquistano vino, spinti anche dal cambio molto favorevole”.

La giornata si è conclusa con grande positività e qualche domanda sul futuro del progetto. “Un progetto che finalmente diventa realtà. La soddisfazione più grande me l’hanno data i produttori entusiasti e come ha risposto il mercato danese. C’è stata armonia totale oggi. Ci tengo a precisare che Organic Value è un progetto che vuole aprirsi al futuro: Copenhagen si rifarà il prossimo anno e a breve seguiranno altre tappe nel Nord Europa per il 2019” ha concluso Elisa Spada, organizzatrice dell’evento e consulente per l’export delle aziende italiane.

Fonte: Wine Meridian


Copenhagen 2018

Si è conclusa con successo di pubblico e operatori la prima tappa di Organic Value a Copenhagen


Se cercavamo una conferma dell’amore dei danesi per i vini italiani, l’abbiamo avuta, forte e chiara. La Danimarca più “green” ha accolto con entusiasmo i vini biologici italiani. 200 operatori del settore e più di 200 winelover si sono dati il cambio venerdì 9 novembre presso la Scuola di Cucina Hotel-og Restaurantskolen di Copenhagen per degustare i vini di 27 produttori italiani che hanno aderito al progetto Organic Value. Copenhagen ha ospitato infatti la prima tappa del tour nel nord Europa organizzato da Organic Value, progetto nato da Elisa Spada, Debora Bonora e Wine Meridian per favorire la conoscenza, la promozione e la commercializzazione dei vini biologici certificati italiani.

Il grande successo dell’iniziativa, che ha visto una prima parte dedicata esclusivamente agli operatori del trade e una seconda sessione pomeridiana aperta ai winelover, è dipeso sicuramente dalla formula che si è dimostrata vincente: “abbiamo pensato ad un evento interamente dedicato al biologico. Così abbiamo targhettizzato gli importatori ed i distributori e non si è creata la solita confusione che si crea agli eventi quando chi cerca non sa dove cercare” spiega Debora Bonora, esperta di mercati e organizzatrice dell’evento.

I partecipanti danesi hanno confermato l’alto livello dei vini presenti e ricambiato con entusiasmo la presenza dei produttori italiani. Entusiasmo che conferma il trend di un mercato maturo, dove l’Italia è innanzitutto Paese leader di mercato, coprendo oltre il 22% della quota complessiva, e dove il biologico ha movimentato nel 2017 35 milioni.

“La Danimarca è un mercato interessante in primo luogo perché il consumo pro capite è molto elevato, arrivando a toccare i 35 litri, e in secondo luogo perché è il settimo mercato per il vino italiano” ha spiegato Luca Cavinato, project manager della Camera di commercio italiana in Danimarca. “Il bio non è solo tendenza, ma è un obiettivo commerciale concreto: basti pensare che la Coop Danimarca si è posta come risultato per il 2020 di fare almeno un 10% di vendita di vino biologico”.

Abbiamo capito durante questa esperienza a Copenhagen che il consumatore danese ha le idee molto chiare su cosa vuole bere ed è curioso e attento alle novità. Ma perché il danese sceglie il biologico? “Non sento in bocca la differenza tra i vini biologici e non, ma so che fanno bene all’ambiente e questo mi fa scegliere questa tipologia” ci ha raccontato ai nostri microfoni un consumatore presente all’evento. Confermata dalla maggioranza dei presenti infatti la consapevolezza di bere un vino che sia salutare e sostenibile, che faccia bene alla propria salute e al pianeta. “Il biologico in generale, anche per i prodotti alimentari, è un trend che esiste in Danimarca da moltissimi anni” ha spiegato Fabio Simoncini, importatore italiano e titolare di Cibi e Vini. “Quando ho iniziato io trent’anni fa sono stato tra i primissimi ad importare biologico, ma qui già si sentiva la differenza”.

Si fa avanti all’orizzonte una tendenza ancora più estrema: “Siamo oltre l’organico ormai – spiega Leonardo Camboni della società di import ed export Il Buco, proprietaria di tre ristoranti a Copenhagen – Ormai i vini sono ricercati in quanto naturali. Esistono tre tipologie di consumatori: chi soffre ancora il fascino dell’etichetta e dei brand più conosciuti; chi vuole solo vino økologisk, per un motivo etico; infine l’hipster che cerca i vini con i difetti, più naturali e raw possibili”. “C’è anche un aspetto importante da non sottovalutare: qui il benessere economico fa la differenza. I consumatori danesi hanno potere di spesa e sono disposti a spendere di più per dei prodotti biologici”.

Sono emersi durante la giornata dei consigli per i produttori italiani da parte degli operatori del trade presenti. “Attenzione alla certificazione. Nella maggior parte dei casi avere la certificazione biologica in etichetta fa un’enorme differenza nell’appeal che il vino ha sul consumatore” hanno spiegato degli operatori presenti. “Non sottovalutate l’enoturismo, che è per danesi un fattore trainante per l’acquisto del vino in generale. I danesi amano viaggiare e quando vengono in Italia – soprattutto preferiscono il Veneto, la Toscana e il Piemonte – si fermano nelle aziende e acquistano vino, spinti anche dal cambio molto favorevole”.

La giornata si è conclusa con grande positività e qualche domanda sul futuro del progetto. “Un progetto che finalmente diventa realtà. La soddisfazione più grande me l’hanno data i produttori entusiasti e come ha risposto il mercato danese. C’è stata armonia totale oggi. Ci tengo a precisare che Organic Value è un progetto che vuole aprirsi al futuro: Copenhagen si rifarà il prossimo anno e a breve seguiranno altre tappe nel Nord Europa per il 2019” ha concluso Elisa Spada, organizzatrice dell’evento e consulente per l’export delle aziende italiane.

Fonte: Wine Meridian